Niðurhal
greanes

Heildar hækkun

1.093 m

niður á móti

1.093 m

Max elevation

1.043 m

Trailrank

81 5

Min elevation

162 m

Trail type

Loop

Moving time

4 klukkustundir 19 mínútur

Tími

8 klukkustundir 24 mínútur

Hnit

2415

Uploaded

11. október 2018

Recorded

október 2018
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1.043 m
162 m
13,36 km

Skoðað 2284sinnum, niðurhalað 48 sinni

nálægt Valmareno, Veneto (Italia)

Il percorso si pone come obiettivo principale salire integralmente la severa cresta che parte da Cison (praticamente dal parcheggio) e sale fino a forcella Foran.
Sono quasi 1100mt di dislivello come non te li aspetti.
Si sale al castello per una strada e poi sentiero molto marcato con alcuni tornanti. Dal castello si prende subito la cresta mantenendosi sempre al centro della stessa, su buona traccia (non cedere alla tentazione di piegare a sx a un bivio). Si sale il primo salto e ci si porta in località Bombarde. Si prosegue seguendo il cartello per Villa Mary fino a trovare un altro bivio, dove a dx si va al bivacco e a sx si sale per cresta. Consiglio di prendere a dx per passare al bivacco, con splendida visione sulla valle di Cison. La costruzione è qualche metro a est della cresta, appena sopra infatti si incontra nuovamente la traccia di prima. Ora si inizia a salire per salti rocciosi sempre su filo di cresta fino a portarsi sul monte Castelaz (705mt) primo dente della seghettata cresta.
Si continua per il tratto cosiddetto "Prese deserte" fino a raggiungere quota 905mt del Crodon de Farega. Qui si prosegue sul filo di cresta (non sempre la traccia è evidente, causa la scarsa frequentazione). Ora dovete fare molta attenzione. Non è sano continuare sul filo (traccia quasi inesistente) perchè vi trovereste sopra una paretina di una decina di metri che costituisce il tratto terminale di questa seconda "sezione". Difficilmente arrampicabile e pericolosa (ho raccolto la testimonianza di uno che l'ha fatta e mi ha detto che è assolutamente da evitare). Poco prima (vedere waypoint sulla traccia, qualche metro dopo il "bivio", sulla sx salendo) ci sono dei segni rossi che sembrano messi solo per chi già conosce la via, che vi permettono di aggirare per esile cengetta (occhio, sta parzialmente franando, ma si passerà comunque) il salto suddetto.
Volendo proprio fare la cresta integrale, salto compreso, portatevi una corda ma dovete proprio attrezzarvi la discesa (non ci sono spuntoni, bisogna chiedere aiuto alle piante). Comunque, a mio avviso, non ha molto senso.
Ora vi trovate sulla forcella del Diavol. Volendo, una traccia ben marcata, vi potrebbe far uscire a dx e scendere fino ad incontrare uno dei sentieri che da piazzale Peroz portano al bivacco dei Loff. Se invece, come consiglio, siete decisi a sciropparvi l'ultimo duro strappo, salite seguendo i bolli rossi e una grossa freccia appena più in alto, e salite i circa 250mt ripidissimi e che richiedono attenzione (pericolosi con terreno bagnato o neve se non attrezzati all'uopo). Spendete le ultime energia e vi troverete sul punto più alto (1100mt circa) della cresta, che subito dopo termina a forcella Foran. Avete appena salito uno dei più bei e tosti dislivelli che ci siano nelle prealpi.
Dal bivio con il sentiero 991 seguite la bellissima traccia in costa e portatevi, con un ultimo strappettino, al bellissimo bivacco dei Loff.
Qui le possibilità di concatenamento sono molteplici, ma in questo tracciato si scende per il sentiero dell'Asta e al sottostante bivio segnalato, a sx si prende la bella costa del Vent. Arrivati in fondo, si continua sulla via dell'acqua, passando per il bosco delle penne mozze e arrivando proprio in piazza a Cison. Dopo la doverosa sosta al bar, andate al punto di partenza.
Bellissima escursione, per persone allenate e use a passaggi di I e II su roccia e terreno vegeto-minerale. Non è per tutti.
Ripeto la raccomandazione di andare a sx per evitare il salto di cui abbiamo scritto prima.

PS: negli ultimi tempi ci sono stati diversi interventi di soccorso su questo percorso, praticamente tutti sul tratto che dalla forcella del Diavol sale al m. Schiaffet. Ripeto, quindi, che non è un'escursione da sottovalutare per la lunghezza della cresta e le difficoltà tecniche, sopratutto (ma non solo) di questo ultimo pezzo. Sarebbe opportuno non andarci da soli e, per precauzione, se il livello di preparazione non è elevato, portarsi magari uno spezzone di corda per un eventuale aiuto nell'ultima rampa.
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Inizio percorso

A valmareno
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Castelbrando

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Foto

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Si prende subito la cresta

Si salgono le scale e si segue la traccia puntando in alto sulla cresta
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A dx

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Località bombarde

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Bivio per villa Mary

Andiamo a dx per passare per il bivacco
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Villa Mary

Sulla cresta
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Foto

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Cresta

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Monte Castelaz

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Foto

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Strappo prima del crodon di Farega

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Crodon de Farega

Vista sulla cresta fin qui percorsa
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Prossimo strappo...

Varða

Tralasciate i bolli che scendono a dx

E' una traccia praticamente abbandonata che scende in valle. Continuate sulla cresta.
Varða

Traccia che aggira il salto a sx

Il waypoint è pochi metri dall'inesistente (come segnalazione) bivio. Speriamo che qualcuno segnali meglio questo punto importantissimo.
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Sull'ultimo faticoso strappo

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A sx!

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Finalmente spiana!

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Bivacco dei Loff (in ristrutturazione)

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A sx x costa del vent

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Arrivo costa del vent

Ora a sx (faccia a valle) e poi subito a DX per continuare verso il bosco delle penne mozze
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Il sacro bosco delle penne mozze

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Si scende tenendosi a sinistra del corso d'acqua fino a Cison

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Bellissimo

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Arrivo della via dell'acqua a Cison

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3 comments

  • mynd af NickDR72

    NickDR72 13. okt. 2018

    Bel percorso, da fare sicuramente nella mezza stagione. L'ampia documentazione fotografica lo rende attraente

  • mynd af il Vaz

    il Vaz 15. nóv. 2020

    Ciao, incuriosito dalla tua escursione, l’ho fatta oggi. Diciamo che è al limite del pericoloso andante, dalla Val del Diavol in poi ci vuole preparazione fisica, nessuna vertigine, e tanto fiato. Ho fatto parecchi pezzi in quadrupedia, in quei pezzi ci starebbe bene un ferrata, perché per fortuna oggi era asciutta, ma se è bagnata o innevata è da evitare assolutamente.
    Grazie e buon escursioni.

  • mynd af greanes

    greanes 15. nóv. 2020

    Grazie del commento! Infatti, dopo tre soccorsi con elicottero proprio dopo la forcella del Diavolo, ho integrato la relazione rimarcando la difficoltà, sconsigliando di intraprendere in solitaria il percorso e esortando ad affrontarlo con tempo assolutamente buono e con terreno asciutto. La salita è molto più faticosa di una salita con pari dislivello e questo può ingannare sulle forze necessarie. Comunque, al di là di tutto, avendo percorso queste Prealpi in lungo e in largo, posso affermare che è probabilmente la salita più tosta. Ma, come avrai apprezzato, di straordinaria bellezza, considerando che non superiamo i 1200mt.
    Buone escursioni anche a te!

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