Tími  4 klukkustundir 43 mínútur

Hnit 495

Uploaded 7. nóvember 2020

Recorded október 2020

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  • Information

     
  • Easy to follow

     
  • Scenery

     
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2.064 m
1.063 m
0
2,5
5,1
10,19 km

Skoðað 191sinnum, niðurhalað 0 sinni

nálægt Bagolino, Lombardia (Italia)

Sono tanti i fattori per cui si decide di salire su una cima piuttosto che su un'altra, tante volte la scelta viene presa perchè non si è particolarmente ispirati, cioè si tende a ripetere giri già effettuati in passato, ma molto più spesso siamo guidati dalla curiosità, dalla morfologia di un territorio, altre volte invece siamo "guidati" dai profumi, dai sapori. E dalla sapiente capacità dei mastri casari.
Azienda Agricola Macinata Marino, è qua che lascio l'auto, in uno dei pochi slarghi che regala la strada che porta alle Baite di Pissisidolo; non è un caso che io parcheggi proprio in questo luogo...
Parto, cammino con passo piuttosto sostenuto, il clima è buono, la temperatura è di quelle che ti fanno stare bene fisicamente e prima di contare sino a cento lascio la strada asfaltata per deviare nel bosco seguendo il sentiero 407. E' una bella salita, mai troppo ripida, e come dicevo prima il passo è bello "allegrotto", tanto che dopo mezz'ora di viaggio in modalità VR46 mi ritrovo con la pelle sudata, quasi unta, un po come se mi fossi spalmato dell'olio ai semi di lino. Salgo a piè sospinto, tengo il mio ritmo, e prima di giungere a Fabus l'occhio mi cade su un ceppo di legno circondato da rami e aghi di abete, il ceppo mostra colori, ma anche profumi, e quello dei funghi chiodini non è proprio tra i peggiori! Ma anche gli aghi di abete, oooooh che roba.... e vengono pure utili.
Finalmente esco dal bosco dopo aver superato alcune piccole stalle ancora vuote, le vacche Brune Alpine di lignaggio Bagolinensis sono ancora tra i prati e risalgono verso il Giogo del Maniva, sembrano non preoccuparsi troppo dell'incombente autunno, e nemmeno del mio passar leggero. Gran vacche queste Bagolinensis, le loro poderose mammelle ci donano latte di gran qualità, latte profumato di fiori alpini, latte che si mescola con piacere allo zafferano, zafferano che certamente non cresce nella Valle del Caffaro. La storia, il commercio e lo scambio ci hanno regalato questo pregevole connubio.
Il latte. La produzione di latte per me ha sempre avuto un problema etico legato allo sfruttamento, l'induzione alla gravidanza col conseguente distacco forzato del vitello è un immagine che colpisce, fa riflettere. Però la riflessione sull'etica è un po come la pelle dei coglioni (scusate il francesismo), ognuno la tira un po dove vuole. E proprio qua trovo la mia quiete, il mio "pararmi il culo", un "pararmi" che prima o poi però sa da risolvere. Dico questo perchè faccio parte di quella generazione che ha visto ben più etici tiraggi di mammelle, perchè invadendo ben altro campo, confesso spudoratamente il mio essere (stato) un fan di Ilona, che di bruna aveva poco, e forse anche di alpina... ma in quanto a... Oooooh!
Cara etica Ilona, tutto il tuo gran tirare di mammelle ha mai prodotto una sola forma, e dico una, di sopraffino Bagòss? Non credo proprio, ma aspetto con ansia di essere smentito.
Giogo del Maniva; qua oggi non c'è la solita confusione, l'enorme parcheggio è sgombero da auto e motocicli di ogni cilindrata, e pare che pure gli escursionisti non pullulino. Dal Giogo ora mi avvio verso il vicino Lapidario, dove faccio una breve sosta, poi, sempre con passo da bersagliere, seguo la Variante 3V (per esperti) che porta al Dosso Alto. Il sentiero per un lungo tratto non è mai pericoloso, anzi, tutt'altro, poi una volta raggiunta la zona rocciosa alzo l'asticella dell'attenzione, nulla di particolarmente difficile, intendiamoci, ma quel tanto che basta per superare qualche zona esposta e roccette un po unte affrontabili con passi di I°/ I°+. Proprio in questo tratto, se siete fortunati come il sottoscritto, avrete il piacere di incontrare qualche Camoscio e Capriolo.
Poi eccomi finalmente sul Dosso Alto. 2h15.
Contrariamente a ciò che pensavo il Dosso offre una inconsueta solitudine e lo spettacolo da ammirare è di quelli che rinfrancano lo spirito; abbandono lo zaino sotto la croce di vetta mentre i miei occhi li lascio scivolare sull'infinito che mi circonda. Mangio una mela dopo aver fatto alcune foto, poi, prima che arrivino altri escursionisti, scendo lungo il sentiero 407 Var che non ho mai avuto il piacere di percorrere. Il sentiero prima segue l'innocua linea di cresta, poi, con più difficoltà (attenzione,poco visibile), passo a lato di un mugheto dove poi la traccia ritorna ad essere evidente. E' un tratto molto solitario e l'attrazione giornaliera è un Gipeto che incredibilmente è sceso verso quote generalmente non di propria pertinenza, ma questo a me non interessa e mi godo lo spettacolo.
Ora ritorno nel fitto e selvaggio bosco, il benvenuto in questo silenzio quasi inquietante me lo da uno Scoiattolo che sembra prendermi un po per i fondelli. Corre, si mostra e poi si nasconde in un batti baleno, tra un salto e l'altro... mentre io trotterello, cerco di fare poco rumore, e con occhio rapace controllo le rade bollature poste sugli alberi. In questa tratto poco segnalato è un attimo che ti ritrovi ad urlare: Help! S.O.S! Pòta, dam öna mà!
Greena, Greena è il nome che ho dato più o meno simpaticamente alla mia auto, la vedo in lontananza anche se il colore la rende mimetica. Con un ultima accelerata, o spinta muscolare che dir si voglia sono di nuovo allo sportello del baule, che ovviamente apro per depositarvici dentro tutto il prêt-à-porter montano, dopodiché l'ultima missione esplorativa mi porta versa le "segrete stanze" dell'Azienda Agricola Macinata Marino, luogo da tentazione estrema. All'esterno, proprio davanti all'ingresso della cascina stazionano due cani pastori molto docili e ruffiani, mentre un terzo quadrupede, un po meno incline alla benevolenza è (purtroppo) rinchiuso nella stalla.
Il malgaro come sempre mi accoglie con simpatia, è un uomo senza fronzoli, con mani da impastatore di cemento e il viso solcato da "rughe di fatica", un classico "montagnino" insomma. Ci portiamo verso la cantina, dove il prezioso formaggio staziona sulle assi ormai consunte, quasi secolari. Le forme hanno quasi tutte un colore bruno, segno di una stagionatura avanzata, gli indico una forma già tagliata, aperta, ma unita quasi in un abbraccio. Pödèt fàm tastà chèl lè?
Come è andata a finire lo capite dalle foto... 3,500 Kg di Bagòss diviso in tre pezzi con stagionatura triennale. E per voi che volete cimentarvi:
ingredienti: latte vaccino crudo, sale, caglio, zafferano (solo per la produzione invernale)
stagionatura: dai 12 ai 48 mesi
forma cilindrica (sullo scalzo è inciso il marchio relativo)
dimensioni: piano 40 cm – peso 18 kg circa – scalzo 12–15 cm
conservazione: in frigorifero 180 giorni
colore della pasta: giallo paglierino
sapore della pasta: tipico intenso di formaggio stagionato, penetrante
struttura della pasta: compatta anche con piccola occhiatura
note olfattive: odore caratteristico persistente di cuoio, noce/castagno, essenze vegetali
crosta consistente: bruno scuro oleata con olio di lino e aghi di abete
umidità: max. 35-38 %
grassi sulla sostanza secca: 23-26 %
Nota 1): Giornata spesa non bene, alla grande, direi. Il giro è molto vario, poco frequentato e regala diverse emozioni, ad alcuni/e sembrerà una banale o normale uscita escursionistica...per me è stata una irresistibile attrazione https://www.youtube.com/watch?v=jcI4TKOq9-g

A' la prochaine! Menek, conosciuto anche come Ezechiele Bluff
Varða

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Rifugio Ristorante Fabus

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Lapidario

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Dosso Alto

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Azienda Agricola Macinata Marino- Pissisidolo

4 comments

  • mynd af samanta foglieni

    samanta foglieni 10.11.2020

    Ti adoro. Se parlassi come scrivi starei ore ad ascoltarti. I tuoi racconti aggiungono quel quid in più che invoglia a ripercorrere i tuoi passi (ove possibile) grazie.

  • mynd af Menek-966

    Menek-966 10.11.2020

    Accidenti! Quasi imbarazzante il tuo commento. Grazie mille, Samanta.
    Sono altresì contento perchè hai colto il senso delle mie descrizioni escursionistiche, non cerco solo di spiegare asetticamente il percorso, ma cerco di coinvolgere chi legge nel mio stato d'animo nel momento dell'escursione stessa. Così da far comprendere le mie emozioni. Se si riesce ad emozionare la gente la puoi portare sul Monte Stella di Milano facendolo sembrare il Cervino! :)))
    Salutoni e alla prossima, spero.
    Menek

  • mynd af samanta foglieni

    samanta foglieni 10.11.2020

    Ci riesci benissimo!! è veramente piacevole leggere e rivivere con l'immaginazione le tue "avventure"
    Grazie mille
    Samanta

  • mynd af Menek-966

    Menek-966 10.11.2020

    Fantastico! Ciaooo

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