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398 m
257 m
0
2,4
4,8
9,55 km

Skoðað 13sinnum, niðurhalað 1 sinni

nálægt Montalbo, Emilia-Romagna (Italia)

Anello di 10k con partenza da Montalbo e percorso attraverso colline e vigneti. La particolarità dell'escursione è che si toccano 3 frazioni tra loro molto vicine ma appartenenti a 3 comuni diversi: Montalbo (Ziano P.no), Corano (Borgonovo) e Sala Mandelli (Nibbiano-Alta V.Tidone)

Sterrato 90%
Asfalto 10%

Si lascia l'auto nel centro abitato di Montalbo e ci si incammina in direzione del castello.

-STORIA DEL CASTELLO DI MONTALBO-
Nel 1138 il castello e il territorio di Montalbo erano divisi in due feudi, da parte dei Consoli di Piacenza fu investito Marco da Pecorara, la rimanente parte era di Grintorto. Nella seconda metà del XII secolo vi passarono: i Petradueria, i Da Pecorara, i Seccamelica. Il 29 luglio 1215 resistette all'incursione dei Pavesi di cui catturarono 25 prigionieri e tre vessilli. Dal 1239 passò dai Da Pecorara, alla Santa Sede, al Comune di Piacenza che, dai documenti contenuti nel Registrum Magnum nel 1377 lo infeudò ai figli di Antonio Landi. Durante il dominio Visconteo fu affidato a Filippo Confalonieri, venne distrutto nel 1516 dai Dal Verme. Passò in molte mani e, per un periodo, fu residenza estiva del Seminario di Piacenza
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Aggirato il castello lasciandolo sempre alla propria destra si volta verso sinistra in discesa sull'antica carrareccia per Vicomarino. Al primo bivio si tiene la sinistra e si prosegue tra saliscendi e curve della sterrata. Si risale fino a incrociare l'asfaltata che da Vicomarino porta a Sala Mandelli, imboccandola verso destra in salita. Pochi metri dopo in cima a una prima salita si arriva ad un trivio, si lascia l'asfalto e si prende la sterrata più a sinistra (cartello "località San Lorenzo").
Se invece si desidera accorciare il giro di circa 3km si può prendere la carraia dritto davanti a noi evitando di passare così per Corano).
Si prosegue dritti tra saliscendi e bei panorami a sinistra su Ziano e a destra sul Castello di Sala Mandelli, il Monte Aldone e l' Alta Val Tidone. Giunti nei pressi di una casa rossa si ritrova l'asfalto (località Borri) che scende verso la frazione di Corano. Si passeggia tra belle case in sasso ristrutturate e il castello.

-STORIA DEL CASTELLO DI CORANO-
Come molti castelli del piacentino non si conosce la data della sua fondazione mentre è nota la prima distruzione, nei primi anni del XII secolo, per mano di Federico Barbarossa e una seconda nel 1241 per quella del re Enzio. Nel 1372 le truppe pontificie si impadronirono del castello durante la guerra che vedeva opposti Galeazzo II Visconti e Amedeo VI di Savoia, occupazione di breve periodo poiché le forze viscontee rioccuparono tutto il territorio della Val Tidone. Infatti nel 1373 il condottiero Jacopo Dal Verme si trattenne dal distruggere il castello di Corano, abbatte invece il forte di Vairasco.
Bruciato nel 1438 da Francesco Bussone conte di Carmagnola venne infeudato a Lazzaro Radini Tedeschi nel 1438 e ricostruito epotenziato nel 1453. Nel 1521 Corano sfuggì alle devastazioni di Federico dal Verme. I Radini Tedeschi esercitarono a lungo la signoria fino a quando, per mancanza di eredi diretti, passò Giovanni Anguissola che lo cedette, dopo la sua fuga nel 1547 in seguito alla congiura contro Pier Luigi Farnese, al nipote Giulio, alla cui famiglia appartenne fino al XX secolo.
L'edificio, costituito da un unico corpo di fabbrica, è costruito laterizio con basamento in pietra. Ha pianta trapezoidale con una sola torre quadrangolare addossata al lato corto, ha base molto scarpata e porta le tracce dello scomparso ponte levatoio[1]. L'edificio è caratterizzato dalla decorazione a dente di sega tipico elemento architettonico del trecento padano.
All'interno alcune stanze sono state decorate da Luigi Arrigoni (1896-1964), uno degli artisti rappresentativi della pittura piacentina della prima metà del secolo, e che vi ebbe lo studio fin dagli inizi della sua carriera.
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Dalla piazzetta antistante il castello si imbocca la via più bassa verso sinistra che aggira l'abitato da lato sud. Si oltrepassa il B&B Dimora di Corano e si prende in discesa verso sinistra la carraia più evidente. Si nota davanti a noi sulla collina il castello di Sala e la chiesa, nostre prossime mete. La carraia attraversa in obliquo il fianco della collina e per un breve tratto si riduce a traccia di animali selvatici (a gennaio 2020 ben visibile). Terminato questo tratto si arriva ad un incrocio di carraie. Si prende a sinistra e subito a destra salendo e subito dopo di nuovo a sinistra tra i vigneti a cercare la ben più ampia carrareccia che proviene dal trivio precedente che abbiamo ignorato in loc. San Lorenzo e si imbocca verso sinistra.
Si scende decisi fino ad attraversare un rigagnolo a fondo valle e si risale con buona pendenza fino a ritrovare l'asfaltata proprio di fronte alla cantina La Torretta.
Si prende l'asfaltata verso destra in salita con bei panorami su Pianello, Trevozzo e tutta l'alta la Val Tidone. Si giunge all'abitato di Sala Mandelli (castello e chiesa), si prosegue sempre su asfalto fino a Seguzzone, poco oltre e dove l'asfalto curva verso destra a gomito si prede verso sinistra in discesa la carraia che costituisce l'antico collegamento con Montalbo. Poco dopo la carraia piega a destra passando oltre un capanno in metallo. Da qui si rimane a mezza costa con il castello di Montalbo in bella vista (infastidita solo da un traliccio dell'alta tensione. In prossimità del traliccio si volta a sinistra e raggiunto l'altro traliccio in salita si volta a destra. Si rientra quindi in dolce salita tra le case di Montalbo.

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