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1.102 m
606 m
0
2,2
4,3
8,65 km

Skoðað 87sinnum, niðurhalað 0 sinni

nálægt Corsagliola, Piemonte (Italia)

Prima ciaspolata della stagione, quasi inaspettata. Abbiamo deciso di esplorare territori nuovi per noi. Meta il Rifugio La Maddalena, sopra San Giacomo di Roburent. Viste le copiose nevicate nel cuneese, partiamo praticamente con le ciaspole ai piedi già dai 600 metri di altitudine. Sulla carta escursione semplice, nella realtà un po' complicata dal fatto che la strada che abbiamo deciso di percorrere non era segnata sui nostri GPS. Inoltre la nevicata tendeva a nascondere la strada, complici anche i rami e le foglie sul terreno, oltre ad alcuni alberi abbattuti dal peso della neve. Per cui, con un po' di intuito, abbiamo raggiunto il Rifugio (su OpenCycleMap le strade e i sentieri sono segnati e questo ci aiuterà non poco durante la nostra discesa). La neve in basso era pesante e bagnata, circa 20-30cm, mentre in quota era più farinosa, circa 40-50cm.
Lasciata, con qualche difficoltà a trovare parcheggio, l'auto a Corsagliola, in prossimità di Via del Mulino, che abbiamo percorso a piedi. Attraversato un ponticello pedonale sul torrente Corsaglia, siamo andati a sinistra e dopo un paio di cascine, abbiamo imboccato la sterrata sulla destra, adiacente il muro della casa. Poche decine di metri e abbiamo deviato sulla sinistra, in salita. Ci inoltriamo nel bosco seguendo la pista un po' mimetizzata, salendo di quota. Un centinaio di metri dopo una costruzione in corrispondenza di una radura, voltiamo a destra continuando a salire e intercettando una pista più evidente (c'erano i segni del passaggio di un trattore). Prima di un tornante sulla sinistra, tagliamo la curva risalendo nel bosco con la pista che diventa più difficile da seguire. Dopo una svolta sulla destra e un traverso risbuchiamo sulla pista che avevamo lasciato, involontariamente, al taglio del tornante (quindi, volendo si può continuare sulla pista principale rimanendo sulla destra). Proseguendo ignoriamo un bivio sulla sinistra, continuando dritti. Dopo alcune decine di metri dobbiamo scavalcare un grande albero caduto. Al successivo bivio andiamo ancora dritti scegliendo la strada più lunga ma meno ripida (indicazioni a dir il vero un po' fuorvianti). Durante il nostro ritorno sbucheremo proprio da qui. Ad un successivo bivio rimaniamo sulla sinistra (cartelli che indicano la stessa località, ma con strade diverse. Anche qui i cartelli sono un po' fuorvianti). Per fortuna su OpenCycleMap queste strade ci sono, per cui siamo riusciti a capire dove andare. Ancora circa 45 minuti e arriviamo alla piccola frazione di Vernagli, dove c'è il Rifugio. Fino ad ora abbiamo visto poco panorama, camminando sempre in mezzo al bosco. Uscendo all'aperto abbiamo la gratifica di vedere le piste di Frabosa Soprana, il paesino di San Giacomo di Roburent e le alture circostanti. Due gattini sperduti e affamati ci vengono incontro chiedendo disperati da mangiare.
Il rientro lo abbiamo fatto "seguendo" una flebile traccia nel bosco. Ci buttiamo sul versante opposto rispetto a quello da cui siamo arrivati. Per il primo pezzo la traccia è ben visibile, ma poi sembra quasi scomparire in prossimità di un cambio netto di direzione, e solo grazie alle mappe di Open CycleMap abbiamo capito dove andare. Ritrovata la traccia, questa si riperde dopo poche decine di metri, e anche qui abbiamo dovuto consultare GPS e posizione per orizzontarci e seguire il giusto percorso driblando alberi caduti, rami e tronchi. Ritornati sulla pista principale prendiamo a destra, riscavalchiamo il tronco, ignoriamo la pista da dove siamo arrivati rimanendo sulla sinistra, fino al tornante sulla destra. Qui abbandoniamo di nuovo il tracciato buttandoci nel bosco seguendo una flebile traccia in forte discesa che intercetta un pista più a valle. Solo grazie al GPS e ad un programma GPS su cellulare, che aveva queste tracce, siamo riusciti a districarci e arrivare alla pista che ci avrebbe riportati all'auto. A questo punto le difficoltà di orientamento sono terminate. Seguendola, ci ha condotti nuovamente al bivio che abbiamo incontrato alla partenza andando a sinistra. Ripresa Via del Mulino, siamo tornati all'auto.
Questa è una delle rare gite in cui non abbiamo incontrato anima viva, ad eccezione dei due poveri micetti affamati al rifugio, due caprioli in andata e un branco di 5-6 al rientro.

Athugasemdir

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